16/1/26 Locate – Diana e la regina del bosco “Quello che l’Alzheimer non può cancellare”

venerdì 16 gennaio 2026 – ore 21,00

Sala del Teatro OASI di Locate di Triulzi – P.za Vittoria 12

nell’ambito del  V° Concorso Teatrale Regionale della Lombardia (e dintorni) – Premio SIPARIO!

Diana e la regina del bosco “Quello che l’Alzheimer non può cancellare”

commedia e regia di  CARLOTTA BARTOLOMEI

COMPAGNIA TEATRALE “NON SOLO RAGIONIERI” di Castiglione dei Pepoli (Bo)

 

Ingresso € 10,00 – prenotazioni 338 9543338

 

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Questa opera teatrale nasce al fine di sensibilizzare il territorio sul tema delle demenze e dell’Alzheimer in generale attraverso una commedia teatrale che unisce la malattia, la natura, l’amore e lo scorrere del tempo come filo conduttore.

C’è un padre medico che si ammala di demenza. La malattia riaffiora nella sua mente come fosse un incubo, come in ognuno di noi spaventa solo l’idea di potersene ammalare.

Il racconto ci fa immergere in alcune fasi, dove la paura, la memoria ed il tempo fanno apparentemente perdere la relazione.

Il comportamento del protagonista piano piano si modifica e risulta un adattamento messo in atto in previsione di affrontare un mondo doloroso e preoccupante.

La figlia Diana cerca di ritrovare la relazione che la malattia ha modificato, affrontando un quotidiano che non riconosce, mettendo in atto diverse strategie, ma non dimenticandosi mai l’amore verso il padre.

C’è la beccaccia − la Regina del bosco − un animale misterioso dai mille comportamenti. Un uccello dal becco lungo che sa provare empatia, sa “curare”, un animale molto amato dal padre che gli fa da guida nei momenti più difficili.

La musica che accompagna la storia rappresenta l’amore e la passione per la natura, per il bosco. Le melodie immaginate diventano ricordi sonori, che accompagnano la storia aleggiando indisturbate nella memoria personale. La musica crea emozione, ascoltarla appieno fa in modo che il racconto si trasformi in qualcosa di diverso, in qualcosa di conosciuto, un’immagine mentale che porta chi ascolta in un suo ambiente onirico.

La storia prosegue nella sua intensità emotiva, in un crescendo di sentimenti diversi che proviamo verso le persone più bisognose di cura, in un senso di affettuosa tenerezza e premura.

Si conclude con un messaggio forte, quasi disperato: non affrontare la malattia con il silenzio, ma con l’amore, porgendo una mano di aiuto!

Sta a noi e solo a noi la capacità di non dimenticare!

La cura di ognuno di noi è dove ci sentiamo…a casa.

Pubblicato in Premio SIPARIO! 5° ed 2025/2026 e taggato .

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